Il riciclo delle batterie al litio

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Ridurre l’impatto ambientale della mobilità allungando la vita delle batterie al litio e recuperandone componenti e materiali. Dentro il primo impianto italiano che integra tutte le fasi del riciclo, a Soliera, vicino a Modena Supera abbondantemente i 15 anni il ciclo di vita di una batteria e, di una batteria, si può recuperare moltissimo. Siamo a Soliera, alle porte di Modena, nell’impianto Reinova, uno dei principali a livello europeo – l’unico in Italia – per la gestione a 360 gradi delle batterie che arrivano dai settori automotive e trasporti. “Noi partiamo da analisi dei componenti e rischi fino ad arrivare a omologazione e certificazione di tutti i componenti, compresi quelli che hanno seconda vita o a fine ciclo per riutilizzare componente stesso” spiega Giuseppe Corcione, ad e fondatore di Reinova.

“Sulle batterie oggi si recupera oltre il 96% dei componenti, anche 98/99%, ma questo dipende dalla modalità di trattamento della batteria” dice Corcione. Un settore che dovrebbe crescere nei prossimi anni. “Il vero picco lo avremo tra il 2028 e il 2029,  quando i primissimi componenti che hanno primo ciclo di fine vita inizieranno a essere smaltiti o ad avere seconda vita del componente stesso” aggiunge Corcione. Le batterie vengono sezionate per ottenere il modulo da cui poi si recupera la cella, che viene valutata per capire se riutilizzabile e in che modo. Tutti i componenti che collegano modulo e cella si chiamano BUSBAR – generalmente sono in rame –  e vengono riutilizzati, così come l’alluminio esterno. Le “chimiche” delle batterie – LFP o NMC – vengono invece trasformate in polvere con alte percentuali di componenti nobili, utili per generare nuove celle. Batterie che provengono dal settore trasporto o auto possono essere riassemblate, ricertificate e generare un grande bess, un sistema di stoccaggio che può essere applicato a un impianto fotovoltaico, a un sistema di accumulo, a una ricarica per veicoli elettrici.  Poi c’è quello che non passa a seconda vita “Vengono resi materiali nobili filtrati per processi complessi di metallurgia, si chiamano materia prima seconda.

Il 30/35% del materiale riciclato può essere riutilizzato come materia prima per generare un nuovo componente totalmente generato da zero” precisa Corcione.  Possibilità reali, anche se gli acquirenti sono pochi. In Europa le giga-factory di celle sono irrisorie . I veri clienti si concentrano in Asia. Chi investe nel settore, in Europa, chiede una regolamentazione omogenea: “Che qualunque Paese abbia stesse regole negli stessi contesti e faciliti il trasferimento di questi prodotti. Oggi non è così” conclude così

Rif e Art: 05/06/2026 Servizio di Elena Cestino https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2026/06/batterie-riciclo-mobilita-automotive-fa3a6c58-34c4-41f9-8f61-62aa93de2ddb.html